Il teatro sospeso

Sì, un equilibrio instabile segna il nostro tempo. È inutile nasconderselo. E dunque, imparare a starci su questo filo è decisivo. E di un filo varrà la pena dotarsi per ricucire gli strappi che ci dividono in tante piccole solitudini, per portarselo costantemente addosso, come fanno i sarti che sanno bene quante parti diverse siano necessarie per comporre un bell’abito. Alla ricerca di amicizie fittizie, sempre più refrattari a sperimentare l’incontro con l’altro, abbiamo bisogno di uno spazio in cui tornare, distolto per qualche minuto lo sguardo dallo schermo, a vederci in faccia, incontrarci e sorriderci, sì: sorriderci. Il nostro teatro sospeso è l’opportunità generosa (pensate al partenopeo caffè sospeso) che ci regaliamo per stare insieme e allenarci a essere Comunità.

Superata la soglia della maggiore età, il Circo Contemporaneo, molto più consolidato in altre nazioni europee, è ancora poco conosciuto in Italia e non gode a sud di una vetrina articolata che ne promuova il prezioso patrimonio. Erede di quel teatro girovago che i nostri anziani non hanno dimenticato, conserva della più comune tradizione circense la sfida all’equilibrio, il fiasco clownesco, l’abilità del giocoliere e, declassando l’esibizione degli animali ammaestrati, privilegia un rapporto con il teatro, la danza, la musica, per evocare storie, sentimenti e allenare, anche lo spettatore più refrattario, alla capacità di stupirsi propria dell’infanzia.

Amedeo Bottaro
Sindaco di Trani

Felice Di Lernia
Assessore alle Culture, Trani

Carlo Bruni
Direttore Artistico

Superata la soglia della maggiore età, il Circo Contemporaneo, molto più consolidato in altre nazioni europee, è ancora poco conosciuto in Italia e non gode a sud di una vetrina articolata che ne promuova il prezioso patrimonio. Erede di quel teatro girovago che i nostri anziani non hanno dimenticato, conserva della più comune tradizione circense la sfida all’equilibrio,

il fiasco clownesco, l’abilità del giocoliere e, declassando l’esibizione degli animali ammaestrati, privilegia un rapporto con il teatro, la danza, la musica, per evocare storie, sentimenti e allenare, anche lo spettatore più refrattario, alla capacità di stupirsi propria dell’infanzia.

Trani, con questo numero zero, si candida a promuoverne una ricognizione annuale fra le arti sceniche e circensi, con l’ambizione di farsene approdo preferito. Già pensando al 2020, quando vorrà contribuire a ricordare il maestro Federico Fellini, a cento anni dalla sua nascita, la Città scalda i motori e invita tutti sotto lo chapiteau di El Grito che sarà “casa” ospitale di artisti diversi e molte espressioni preziose della nostra comunità.